Scoprendo il Web 2.0

Wordle, beautiful word clouds

Posted in infografica, Uncategorized, web2.0 by Giuseppe Futia on febbraio 24, 2009

Oltre a un’immensa quantità d’informazioni, il web è in grado di offrire idee talvolta bizzarre su come visualizzare una tale vastità di contenuti. Wordle, espressione da cui non saprei discernere significati particolari, è un servizio che permette di tramutare un testo scritto in una vera e propria nuvola di parole, nella quale i termini ripetuti più spesso, come qualsiasi word cloud che si rispetti, sono visualizzati con dimensioni più generose.

Nonostante il servizio risulti alquanto curioso, sarebbe interessante effettuare dei paragoni tra testi che vertono sugli stessi argomenti. E su questa scia, TechCrunch ha raccolto le word clouds relative alle “Condizioni di utilizzo” dei maggiori servizi Web 2.0. Vediamo come è andata:

Facebook (Condizioni di utilizzo almeno fin ora)

Yahoo (Condizioni di utilizzo)

Digg (Condizioni di utilizzo)

Google (Condizioni di utilizzo)

Twitter (Condizioni di utilizzo)

MySpace (Condizioni di utilizzo)

YouTube (Condizioni di utilizzo)

Com’era prevedibile, sono tutti molto autoreferenziali.

Qui trovate ulteriori informazioni sul servizio.

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Feed Review #6

Posted in feed review, news, web2.0 by Giuseppe Futia on febbraio 12, 2009

  • Pare che Google ci permetterà anche di risparmiare sui consumi di energia elettrica.
  • Perché ogni company è una media company“. Il punto di vista di Rick Burnes Inbound marketing manager di HubSpot.
  •  In caso di inattività prolungata, per quanto tempo rimangono in piedi i nostri account di posta elettronica?
  • Magnation, nuovo “format” di edicola che tratta più di 4mila titoli tra libri e riviste, aiuta a trovare il giornale che fa per voi con un piccolo test.
  • E per concludere, la campagna Ti piace la neve? Prova a dormirci:  30 cartoni sparsi per le strade di Londra per sensibilizzare i cittadini sulle condizioni dei senza tetto
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Feed Review #3

Posted in feed review, news, web2.0 by Giuseppe Futia on febbraio 3, 2009
  • Anologie interessanti: i widget come merchandising del web.
  • Connection generated content: perché non basta attivare gli utenti affinché creino contenuti, ma è essenziale che tra questi si stabilisca un modello di collegamento. Intanto, le prospettive di consumo degli User generated content sono in crescita.
  • Google-dipendenza: “In un enorme sistema informativo i cui fili avvolgono ormai il pianeta intero basta una slash di troppo, digitata un sabato mattino presto durante uno sbadiglio, per spegnere il giocattolo di tutti. E questa, tutto sommato, è oggi la notizia”.
  • Pubblicità occulta (born to burn).

Il re Mida Google alla caccia di Skype

Posted in economia, impresa, web2.0 by Giuseppe Futia on gennaio 28, 2009

Dario Salvelli racconta di un possibile interessamento da parte di Google nei confronti di Skype, interessamento peraltro già reso noto nel novembre 2007. Sembra infatti che ebay, che ad oggi non vive un momento particolarmente strepitoso, sarebbe disposta a cedere Skype a causa dell’incompatibilità con i servizi che rappresentano il suo core business.

Infatti, sebbene Skype abbia recentemente superato un altro record, oltrepassando i 15 milioni di utenti attivi online collegati contemporaneamente ed abbia notevolmente ampliato il suo pacchetto di funzioni  (chat, conferenze, screen sharing), non sono state trovate soluzioni redditizie che integrassero un portale di e-commerce con un servizio Voip.

Per questi motivi, sarà interessante scoprire se Google riuscirà ad accaparrarsi i saperi di Skype, trasformando anche questa volta la conoscenza in oro luccicante.

Intanto, un assaggio di quanto il re Mida Google abbia già ottenuto in termini di servizi offerti grazie alle sue acquisizioni, tra cui anche quella di GrandCentral Communications pronta per essere sfruttata:

 

  • Writely + XL2Web + TonicSystems -> Google Docs,
  • Keyhole -> Google Earth/Maps,
  • Urchin + MeasureMap -> Google Analytics,
  • JotSpot -> Google Sites,
  • Zingku -> Google FriendConnect,
  • Android -> Android,
  • DoubleClick -> DoubleClick,
  • Feedburner -> AdSense for Feeds (in-process);
  • GrandCentral Communications -> Skype ???
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Chi sarà il Chief Technology Officer di Obama?

Posted in news, politica by Giuseppe Futia on ottobre 21, 2008

via Wired Top Stories

Solamente ieri Eric Schmidt, numero uno di Google, ha dichiarato il proprio sostegno a Barack Obama per la candidatura alla presidenza degli Stati Uniti. Fino ad ora il sostegno era avvenuto per così dire da dietro le quinte, mentre martedì scorso Schmidt ha preso una posizione molto netta.

E in effetti tutto il lavoro attuato per la campagna di Obama potrebbe portare al ceo di Google molti benefici personali (e istituzionali). Secondo quanto riportato dal Wall Street Journal, Schmidt potrebbe ottenere il ruolo di Chief Technology Officer dello Stato, una posizione che Barack ha promesso di attivare se sarà eletto, guarda un po’, proprio il giorno prima di recarsi personalmente negli uffici di Google.

Diciamo che Schimdt potrebbe trarre dei vantaggi interessanti, specialmente alla luce degli interessi di Google a Washington. E intanto su Wired impazzano tutti i possibili candidati, proposti dalla redazione e dai lettori, per il prossimo CTO degli Stati Uniti d’America.

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Se Google invade, Wikipedia non rimane a guardare

Posted in wiki... by Giuseppe Futia on gennaio 4, 2008

Jimmy Wales, creatore di Wikipedia, annuncierà il 7 Gennaio l’uscita del nuovo motore di ricerca Wikia Search, che si propone di offrire un mezzo per la ricerca sul web completamente trasparente rispetto ai diretti concorrenti.

Che sia una risposta al Knol di Google?

via PMI.it

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Il Knol di Google sostuirà Wikipedia?!?!?

Posted in web2.0, wiki... by Giuseppe Futia on dicembre 18, 2007

Qualche giorno fa sul blog di Google è stato presentato l’ennesimo progetto della casa di Mountain View, che questa volta si propone di lanciare una nuova enciclopedia in cui a far da padroni saranno articoli pubblicati dagli utenti. Un modello che quindi mutua, per molto aspetti, il modello di enciclopedia aperto intrapreso da wikipedia con una sostanziale differenza: all’importanza del contenuto, si affiencherà, assumendo un ruolo chiave, l’autore dell’articolo. Google ha deciso di riprendere un pò la politica secondo cui i libri hanno i propri autori, gli articoli il nome dei giornalisti scritti in basso, dando quindi nuova linfa e una nuova centralità al ruolo dell’autore.
Credo che questa scelta da una parte possa essere azzeccata infatti, il nome dell’autore, potrebbe donare all’articolo un aura diversa, un valore aggiunto che abbia risvolti in termini di credibilità; in secondo luogo penso sia una scelta che potrebbe essere allettante per l’ego di molti internauti. Sono dell’idea che, nonostante siano in molti a voler partecipare alla conoscenza, tanti altri cerchino successo e notorietà.

Ho trovato molto interessante il punto di vista di Scott Gilbertson della rivista Wired, che fa notare come, nonstante la semplicissima interfaccia di utilizzo, molto probabilmente la voce edit di un determinato articolo potrebbe essere cliccabile unicamente dagli stessi autori. Errore nel programma? Non direi. La scelta di enfatizzare l’autore di un determinato post potrebbe implicare questo tipo di scelta. Gli utenti quindi potranno commentare, ma per poter riprendere un determinato concetto, dovranno scrivere un altro e ulteriore articolo.

Dal mio punto di vista credo che wikipedia proponga insegnamenti ben precisi; se in pochi anni essa è riuscita a raggiungere il livello dell’enciclopedia britannica, i motivi sono una collaborazione di massa che ingloba le competenze più valide di tutto il mondo. La forza della comunità, del dibattito, del confronto, hanno permesso la creazione di contenuti sempre più validi e aggiornati che hanno dato vita a un’enciclopedia, ovvero un “luogo” in cui esistono delle definizioni da cui poter attingere.

La scelta di Google credo si allontani da questo obiettivo, se non altro per quel che concerne la classica ricerca all’interno di un’enciclopedia. Propone qualcosa di diverso: un intruglio che rispecchia un pò il gran numero di informazioni e di punti di vista all’interno del web.

Ma questa può essere considerata una vera enciclopedia? Io credo di no. Per una ricerca di questo tipo sono sempre a favore del modello di wikipedia: libero, aperto, spinto dalla forza della comunità e soprattutto, aspetto che trovo fondamentale, libero dalla pubblicità. Almeno per ora.

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La transazione di Internet verso il mobile: nella testa (e per le tasche) di tutti

Posted in economia, mobile, web2.0 by Giuseppe Futia on novembre 26, 2007

Perchè Google i primi di Novembre ha annunciato una partnership con 34 tra carriers, sviluppatori di software e hardware per dar vita a un nuovo sistema operativo chiamato Android?

Perchè Apple introduce sul mercato il rivoluzionario IPhone, strumento principe della convergenza tecnologica sul mobile?

Perchè Nokia qualche mese fa ha annunciato la nascita di Ovi, portale che integra molti servizi per il web, sovvertendo in gran parte il suo classico modo di operare nel mercato, quello cioè di vendere telefonini?

Prima di dare una risposta a tutte queste domande credo sia necessario soffermarsi su questa immagine:

amd1.jpg

Immagina tratta dalla presentazione svolta da Amd al 3GSM di Barcellona

I numeri. Questa è la semplice risposta. Fin’ora, Internet è stato veicolabile unicamente attraverso i classici desktop e computer portatili. Oggi, quello che si sta tentando di fare consiste nel creare e nel permettere, sul cellulare, una moltitudine di servizi in più rispetto a quelli che vengono forniti attualmente. Nella sostanza, a causa del tasso di crescita esponenziale della vendita dei cellulari e quindi della sua diffusione capillare in tutto il mondo, il telefonino rappresenta il mezzo di comunicazione con cui si potrà raggiungere il maggior numero di persone. E raggiungere questa vastità di individui permetterebbe di avere una maggiore penetrazione di pubblicità e servizi, ottenendo una visibilità ben più grande rispetto a quella attuale, soprattutto nei paesi in via di sviluppo.

Ormai tutti i più grandi si sono lanciati in questo settore; vedremo se google saprà ripetere lo straordinario successo ottenuto come motore di ricerca, se Apple riuscirà a spuntarla con l’alta tecnologia, e non solo, del suo IPhone e infine se Nokia riuscirà a sfruttare la sua lunga esperienza nella telefonia mobile, mettendo a frutto le proprie competenze.

Vedremo.

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