Scoprendo il Web 2.0

“Il mio primo esercizio in flash”

Posted in università by Giuseppe Futia on marzo 5, 2009

hangmanProprio il famigerato impiccato. Tra l’altro testando il gioco, in cui sono state inserite soltanto parole relative al tema dell’amore, non riuscivo proprio a indovinare la parola PAZIENZA. Si vede che anche sotto questo aspetto ho molto da imparare. Però, come la filosofia del gioco ci insegna, è sempre possibile ritentare. IMHO.

update. Come un pusillanime dimenticavo di dire che l’applicazione è stata sviluppata da me ed Ico.

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Leggere del futuro

Posted in conoscenza, Uncategorized, web2.0 by Giuseppe Futia on marzo 4, 2009

Fede segnala alcuni testi indispensabili per capire il futuro, secondo gli organizzatori del progetto Venice Sessions partito il 27 novembre 2008 a Venezia.

Da una rapida occhiata, quelli che ho letto fin’ora sono i seguenti:

  • Long Tail, The, Revised and Updated Edition: Why the Future of Business is Selling Less of More (2008) Chris Anderson, Hyperion. In italiano La coda lunga. Da un mercato di massa a una massa di mercati (2007)
  • Economia della felicità (2007) Luca de Biase, Feltrinelli
  • La Bibbia (solo in parte, ma non l’Apocalisse però/o\)
  • Wikinomics
  • Rivista Wired (tutti i numeri, inclusi gli arretrati) e Wired Italia (anche qui solo una parte, ma a differenza dell’Apocalisse la cosa mi preoccupa di meno)

Malgrado conosca la maggior parte di quei titoli, dal mio “profitto editoriale” credo che per me il futuro sia ancora lontano. Ma non demordo. E  rilancio ai miei lettori.

Technologies of cooperation

Posted in conoscenza, economia, impresa, web2.0 by Giuseppe Futia on marzo 4, 2009

Luca De Biase, da attento e acuto esploratore della Rete, segnala il  paper Technology of Cooperation proposto dall’Institute for the Future che “con il classico approccio visionario che lo contraddistingue, tenta di offrire una rilettura strategica delle tecnologie che facilitano e organizzano la collaborazione”.

L’emergere delle tecnologie digitali, infatti, determina nuove opportunità per lo sviluppo di complesse strategie di cooperazione, che modificano profondamente il modo con cui le persone lavorano insieme. Il fulcro di queste tecnologie in grado di amplificare le possibilità collaborative è rappresentato da otto clusters, ognuno dei quali racchiude tecnologie affini ed offre un contributo distintivo per favorire una cooperazione strategica.

Ognuno di questi “grappoli”, inoltre, non deve essere visto soltanto come un modello per delineare sistemi cooperativi, ma anche come uno strumento che le persone possono usare all’interno di organizzazioni, progetti, processi e mercati per incrementare il livello di cooperazione. Entrando nello specifico, ogni individuo ha la possibilità di scegliere vie differenti  per alterare le dimensioni chiave di sistemi cooperativi nelle proprie  strutture,  regole, risorse, feedback, memorie e identità.

Direi che le premesse alla lettura sono affascinanti.

Wordle, beautiful word clouds

Posted in infografica, Uncategorized, web2.0 by Giuseppe Futia on febbraio 24, 2009

Oltre a un’immensa quantità d’informazioni, il web è in grado di offrire idee talvolta bizzarre su come visualizzare una tale vastità di contenuti. Wordle, espressione da cui non saprei discernere significati particolari, è un servizio che permette di tramutare un testo scritto in una vera e propria nuvola di parole, nella quale i termini ripetuti più spesso, come qualsiasi word cloud che si rispetti, sono visualizzati con dimensioni più generose.

Nonostante il servizio risulti alquanto curioso, sarebbe interessante effettuare dei paragoni tra testi che vertono sugli stessi argomenti. E su questa scia, TechCrunch ha raccolto le word clouds relative alle “Condizioni di utilizzo” dei maggiori servizi Web 2.0. Vediamo come è andata:

Facebook (Condizioni di utilizzo almeno fin ora)

Yahoo (Condizioni di utilizzo)

Digg (Condizioni di utilizzo)

Google (Condizioni di utilizzo)

Twitter (Condizioni di utilizzo)

MySpace (Condizioni di utilizzo)

YouTube (Condizioni di utilizzo)

Com’era prevedibile, sono tutti molto autoreferenziali.

Qui trovate ulteriori informazioni sul servizio.

Wired, il lato umano

Posted in conoscenza, web2.0 by Giuseppe Futia on febbraio 22, 2009


Ore 16. Biblioteca. Leggo Wired, con in testa l’entusiasmo di 1Co e lo scetticismo di Fede riguardo a questa nuova rivista. Così inizio a scorrere le pagine, leggo gli articoli che ritengo più interessanti: Coelho e Bignami dimostrano notevoli capacità narrative, il primo per ovvie ragioni, mentre il secondo stupisce di più per l’accurata affabilità con cui racconta le potenzialità straordinarie dei vetri veneziani.

Poi mi fermo all’intervista di Rita Levi Montalcini. Sospendo la lettura, chiudo gli occhi e prendo fiato, cercando di entrare in uno stato mentale che mi permetta di recepire con la massima lucidità ciò che mi sta attendendo. Leggo l’intervista tutta d’un fiato, ma mi interrompo in due punti che mi suscitano particolari sensazioni. Di tristezza.

Il primo punto: RLM descrive le funzionalità del cervello arcaico (nel nostro cervello esistono infatti 2 cervelli, uno arcaico e uno cognitivo) “che non si è praticamente evoluto da tre milioni di anni fa ad oggi. […] Un cervello piccolo, ma che possiede una forza straordinaria. Controlla tutte quelle che sono le emozioni. […] Purtroppo, buona parte del nostro comportamento è ancora guidato dal cervello arcaico. Tutte le grandi tragedie – la Shoah, le guerre, il nazismo, il razzismo – sono dovute alla prevalenza emotiva su quella cognitiva”. A questo punto l’intervistatore, Paolo Giordano, obbietta che nel cervello arcaico dovrebbero risiedere quindi anche l’amore, la passione, l’affettività. E a questa obiezione RLM risponde in modo freddo e diretto: “Sì la componente emotiva non è solo pessima”.

Il secondo punto: Giordano le chiede se sia facile per le donne che fanno ricerca coniugare questa attività (e passione) con la vita famigliare. E RLM, di nuovo, non si accende a quella parole: “Sono tutte ragazze eccellenti, altre conviventi. Non importa. Sono ottime. Vedi, perché questo? Quando ha accesso alla cultura è come un affamata. E il cibo è molto più utile a chi è affamato rispetto a chi è già saturo.” A tal proposito Giordano, all’interno del suo pezzo, richiama un aneddoto relativo alla storia di Ipazia, vissuta ad Alessandria d’Egitto a cavallo fra il terzo e il quarto secolo a. C., inventrice dell’astrolabio e del planisfero ed insegnante di Filosofia: si narra che un giovane allievo di Ipazia si innamorò di lei. La filosofa ci tenne a mostrargli un telo imbrattato di mestruo. Gli disse: “Questo, dunque ami, o giovane. Niente di bello.”

Inizialmente ho ricondotto questa tristezza a quella che ritenevo fosse l’incapacità di una donna geniale e straordinaria di riuscire a percepire positivamente l’umanità che sta dentro l’ammasso di carne di cui siamo costituiti. Poi, riflettendoci, ho capito che era qualcosa di diverso: RLM è un individuo che ha trovato la propria collocazione nel mondo, mettendo il proprio ingegno e la propria “arte” al servizio dell’umanità. Secondo una forma d’amore universale. Mentre io, staziono in mezzo ad una sorta di tira e molla in cui, non appena credo di aver capito quale sia il mio posto, vengo immediatamente riposizionato al centro di tutto. Alla stessa distanza da ogni cosa.

Ma mi piace raccontare la tecnologia, provando a regalare  un ingenuo spunto di riflessione. Ben sapendo che è qualcosa di infinitamente piccolo rispetto a ciò che Rita Levi Montalcini compie ogni giorno. Sperando che, malgrado questo, esso possa costituire il mio posto nel mondo.

Current censurata

Posted in conoscenza, news, politica, web2.0 by Giuseppe Futia on febbraio 22, 2009

Dal blog di Current Tv si leva la protesta:

Ecco le immagini che l’ATAC, l’azienda trasporti pubblici di Roma, ha deciso di censurare. Le immagini sarebbero state affisse nelle stazioni della metropolitana della capitale (e non, come sostiene il presidente dell’ATAC, sugli autobus). Lasciamo a voi la valutazione del contenuto di questi manifesti. Ricordo che l’agenzia che ha creato i visual è cOOkies Adv, con sede a Milano.

Il manifesto con la bibbia pubblicizza la puntata del VANGUARD “I martiri della camorra”, in cui si racconta la storia di un sacerdote ucciso dalla camorra.

Io mi associo e pubblico.

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Bespin, l’editor in the cloud

Posted in news, web2.0 by Giuseppe Futia on febbraio 18, 2009

bespin

Con l’ingenua curiosità di un neofita, ho deciso di provare Bespin, un progetto sviluppato dai Mozilla Labs,  che consiste in un vero e proprio editor Html web-based.

In sostanza, dopo aver sottoscritto l’account, è possibile scrivere righe di codice in linguaggio Html 5 direttamente sul proprio browser, senza dover utilizzare ulteriori applicazioni.

Come sottolinaeto da ReadWriteWeb: “Bespin è stato creato con la speranza di rendere la creazione di codice molto più semplice, collaborativo, ed estremamente più veloce. Nonostante sia soltanto una prima versione, è stato compiuto un lavoro ammirevole che risponde egregiamente a tutti gli obiettivi prefissati”.

Tra i principi fondamentali del servizio è possibile annoverare:

  • La facilità d’uso: il primo impatto con l’edito non dovrebbe intimidire ed anzi dovrebbe prestarsi facilmente all’inserimento di codice;
  • la collaborazione real-time: è possibile condividere il codice direttamente con i propri colleghi in tempo reale (un po’ come avviene per i documenti di Google Docs);
  • il command-Line integrato: caratteristica già utilizzata da altri editor come vi ed Emacs;
  • l’estensibilità: l’interfaccia e le capacità di Bespin dovrebbero rendere estremamente semplice e accessibile il suo utilizzo grazie a comandi Ubiquity-like, o tramite plug-in API;
  • l’incredibile velocità: l’editor molto reattivo, a meno di trattare file con dimensioni troppo grandi;
  • l’ “ubiqua” accessibilità: l’editor dovrebbe poter lavorare ovunque, da qualunque device, supportato da tutti i browser più recenti.

Ecco che allora la nuvola (il cosiddetto cloud computing), si sta facendo sempre più grande e complicata. Sperando che non ci riversi addosso una tempesta straripante e incontrollata di servizi.

Qui il video di presentazione.

via ReadWriteWeb

Il destino dei media di massa

Posted in conoscenza, web2.0 by Giuseppe Futia on febbraio 13, 2009

Minimarketing ci offre uno spunto molto lucido sulla probabile evoluzione dei media di massa, man mano che gli utenti prenderanno sempre più coscienza dell’uso di filtri informativi: filtri che diverranno in un certo senso sempre più sociali.

 

“Esempio: il giornale diventa portale, poi diventa Google News (cerchi ciò che vuoi e il portale lo montano gli altri), poi diventa Google Reader (le fonti RSS le scegli tu, e poi scegli anche le tag all’interno delle singole fonti, attraverso filtri alla Technorati), poi diventa Facebook o FriendFeed (le notizie, te le raccontano direttamente i tuoi amici).”

Feed Review #6

Posted in feed review, news, web2.0 by Giuseppe Futia on febbraio 12, 2009

  • Pare che Google ci permetterà anche di risparmiare sui consumi di energia elettrica.
  • Perché ogni company è una media company“. Il punto di vista di Rick Burnes Inbound marketing manager di HubSpot.
  •  In caso di inattività prolungata, per quanto tempo rimangono in piedi i nostri account di posta elettronica?
  • Magnation, nuovo “format” di edicola che tratta più di 4mila titoli tra libri e riviste, aiuta a trovare il giornale che fa per voi con un piccolo test.
  • E per concludere, la campagna Ti piace la neve? Prova a dormirci:  30 cartoni sparsi per le strade di Londra per sensibilizzare i cittadini sulle condizioni dei senza tetto
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Feed Review #5

Posted in feed review, news, web2.0 by Giuseppe Futia on febbraio 9, 2009

  • A quanto pare anche le società che si occupano di sicurezza informatica non sono immuni da attacchi di hacking.
  • Sembra che Facebook, per poter garantire una pubblicità più mirata, voglia integrare nel suo sistema una funzione per descrivere il proprio stato d’animo (qualora  vi sentiste “Soli”, i messaggi pubblicitari potranno variare da Meetic a Youporn).
  • Facebook supera Myspace anche negli Usa.
  • Alcuni software interessanti per gestire accuratamente i propri feed a livello desktop: Sindy, BlogBridge, Feedvis.
  • Se ci fosse scritta la Verità, forse questo prezzo sarebbe giustificato. Anche se 57mila euro per un libro mi sembrano comunque un po’ troppi.
  • E infine, pare che un’azienda giapponese posso preparare in 6 settimane un piccolo robot che ci assomiglia, in base a una foto che gli inviamo. Da quanto si apprende, l’equipaggiamento sembra notevole (con addirittura una connessione ethernet situata nel fondoschiena).