Scoprendo il Web 2.0

Definire il professionista del web: le critiche di IWA al CNIPA

Posted in conoscenza, news, web2.0 by Giuseppe Futia on gennaio 14, 2009

Secondo il punto di vista di IWA Italy (International Webmasters Association Italia), il profilo tracciato dal CNIPA sul vero professionista del web sarebbe molto difficile da inquadrare e determinare. Perché in un certo senso non rispecchierebbe un professionista reale: le capacità e le competenze che gli vengono attribuite definirebbero, secondo IWA, un know how fumoso, caratterizzato da scarsi riscontri nella preparazione  degli individui.

«Tale profilo – scrive Roberto Scano, presidente di IWA Italy – l’unico tra quelli EUCIP elencati che rappresenta delle professionalità Web, disegna una figura professionale che è praticamente inesistente, definendo un esperto in tutto ciò che riguarda il Web, creando una figura con competenze che vanno dal Web Marketing alla conoscenza di normative in materia di accessibilità, dalla progettazione dell’architettura dell’informazione, all’esperienza nell’utilizzo di programmi di grafica e fotoritocco, con padronanza di diversi linguaggi di programmazione, mescolando le applicazioni Web con le applicazioni multimediali».

Per quanto mi riguarda, io credo invece che il prossimo professionista del Web dovrà racchiudere nel proprio bagaglio di esperienze e competenze soprattutto questo tipo di capacità. Ovviamente, una figura di questo tipo sarebbe più orientata agli aspetti manageriali e comunicativi, ma allo stesso tempo non trascurerebbe gli elementi che caratterizzano le tecnologia. Avrebbe le capacità per comprendere entrambi i linguaggi.

Naturalmente si presentano anche diverse lacune relative alle competenze che tale individuo dovrebbe possedere:  IWA, nella critica al CNIPA, parla infatti di un profilo che disegna un Superwebman, al quale si attribuirebbero anche capacità come quella di «autodebuggare l’applicazione da lui creata, occuparsi della sua duplicazione/distribuzione, promuovere il prodotto e crearne il manuale. Infine, seguendo le specifiche tecniche della figura professionale, può usare qualsiasi linguaggio di programmazione e di scripting scegliendo tra una serie di linguaggi proposti tra cui non figurano (questo in effetti fa abbastanza sorridere) PHP e/o PERL».

Nonostante queste “non piccole sviste”, io rimango decisamente perplesso sul fatto che Scano definisca un profilo di questo tipo «praticamente inesistente». Perché il web non può che essere considerato un sistema complesso. E le competenze dei nuovi professionisti di Internet non dovranno più limitarsi soltanto a conoscenze puramente tecniche. IMHO

via Punto Informatico

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