Scoprendo il Web 2.0

Feed Review #2

Posted in feed review, news, web2.0 by Giuseppe Futia on gennaio 31, 2009
obamaL’entusiasmo per i servizi Web 2.o si fa sempre più esaltante: qualcuno ci racconta addirittura come Twitter possa cambiare la vita. Yes, we can Twitter.
pantsMalgrado la neve di New York, i fedeli del No pants day non si sono risparmiati.
cons1Il consumatore italiano medio del 2008: più attento, più informato, proiettato verso la stampa e Internet.

Sabato sera. Abbiate pietà.

Feed Review, inaugurazione

Posted in feed review, news by Giuseppe Futia on gennaio 30, 2009

Da questa sera ho deciso di pubblicare una piccola rassegna quotidiana sulle notizie più importanti ed interessanti che provengono dal mio feedreader e non solo. In ambito tecnologico ma non solo. E mi è parsa un’idea divertente ed utile, soprattutto perché posso pubblicare un bel po’ di notizie che mi hanno colpito, senza dover per forza offrire un copioso approfondimento. Spero che la mia iniziativa sia apprezzata dai miei lettori che, malgrado non siano molti, sono sicuramente di qualità 😉 .

com1ComScore Report: Fastest-Growing Sites And Top-Ten Advertising Magnets: i 100i siti che sono cresciuti maggiormente nel 2008 e la top ten degli advertisers sul web.
measurement1Google Introduces A New Weapon In The Fight For Net Neutrality: Measurement Labs: il gigante di Mountai View metterà a disposizione degli utenti un tool che permetterà di monitorare se i service providers applicano o meno degli ostruzionismi (throttling) durante la navigazione.
youtube
Can Viral Videos Be Repeated?: può il successo di un video virale essere ripetuto con un sequel? Un esempio sembra confermare quest’ipotesi: Evolution Dance & Evolution Dance 2
arrington1Some Things Need To Change: la grottesca esperienza vissuta da Mike Arrington alla DLD Conference suggerisce una profonda riflessione sulla vita in generale, aldilà della tecnologia. Tutto partendo da uno sputo.
boobsBoobs And Booty Banned From The App Store: tette e sederi banditi dall’Apple store.
nerdSurge of Nerds Rebuilds Afghanistan: un’orda di nerds per ricostruire l’Afghanistan.
gmailGmail Off Line: le prime impressioni.
culoE per chiudere, scoprite cosa non si farebbe per 50 euro.

Un piccolo pezzo di storia

Posted in conoscenza, video, web2.0 by Giuseppe Futia on gennaio 29, 2009

1981 – Reportage televisivo sulla nascita delle Internet News

via TechCrunch

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Internet supera 1 miliardo di utenti

Posted in conoscenza by Giuseppe Futia on gennaio 28, 2009
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Il re Mida Google alla caccia di Skype

Posted in economia, impresa, web2.0 by Giuseppe Futia on gennaio 28, 2009

Dario Salvelli racconta di un possibile interessamento da parte di Google nei confronti di Skype, interessamento peraltro già reso noto nel novembre 2007. Sembra infatti che ebay, che ad oggi non vive un momento particolarmente strepitoso, sarebbe disposta a cedere Skype a causa dell’incompatibilità con i servizi che rappresentano il suo core business.

Infatti, sebbene Skype abbia recentemente superato un altro record, oltrepassando i 15 milioni di utenti attivi online collegati contemporaneamente ed abbia notevolmente ampliato il suo pacchetto di funzioni  (chat, conferenze, screen sharing), non sono state trovate soluzioni redditizie che integrassero un portale di e-commerce con un servizio Voip.

Per questi motivi, sarà interessante scoprire se Google riuscirà ad accaparrarsi i saperi di Skype, trasformando anche questa volta la conoscenza in oro luccicante.

Intanto, un assaggio di quanto il re Mida Google abbia già ottenuto in termini di servizi offerti grazie alle sue acquisizioni, tra cui anche quella di GrandCentral Communications pronta per essere sfruttata:

 

  • Writely + XL2Web + TonicSystems -> Google Docs,
  • Keyhole -> Google Earth/Maps,
  • Urchin + MeasureMap -> Google Analytics,
  • JotSpot -> Google Sites,
  • Zingku -> Google FriendConnect,
  • Android -> Android,
  • DoubleClick -> DoubleClick,
  • Feedburner -> AdSense for Feeds (in-process);
  • GrandCentral Communications -> Skype ???
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Tech industries e l’inferno dei licenziamenti

Posted in economia, impresa, news, web2.0 by Giuseppe Futia on gennaio 23, 2009

Com’era prevedibile, la crisi economica ha mietuto le sue vittime anche nel mondo dell’high technology.  Il Layoff Tracker di TechCrunch ha stimato per il solo mese di gennaio all’incirca 80mila posti di lavoro saltati, che vanno ad aggiungersi ai precedenti licenziamenti, tracciati a partire dal mese di agosto, raggiungendo un totale di quasi 200mila persone.

Soltanto nella settimana appena trascorsa, aziende leader a livello mondiale hanno fatto i conti con pesantissimi ritocchi all’interno della propria forza lavoro: Microsoft ed Ericsson 5mila licenziamenti, Intel ben 6mila. La più grande perdita è occorsa invece agli impiegati di Circuit City, portale che si occupa di commercio elettronico, che sono stati licenziati addirittura in 34mila. Circuit City ha dichiarato la bancarotta ed ha iniziato il processo di liquidazione degli assets della compagnia.

Tra le startups più colpite vi sono Digg, Federated Media e O’Reilly Media. E nemmeno Google è risultata immune da questo tsunami di licenziamenti: almeno 100 neoassunti hanno perso il lavoro, anche se voci di corridoio affermano che l’ondata di licenziamenti sia tutt’altro che conclusa.

La tabella seguente riporta i dati sui licenziamenti di gennaio stimati da TechCrunch.

Company Date Location # % Source
Digg January 22, 2009 San Francisco, CA 7 10% Cnet
Microsoft January 22, 2009 Redmond, WA 5,000 5% TechCrunch
Ericsson January 21, 2009 Stockholm, Sweden 5,000 6% Cnet
Bose January 21, 2009 Framingham, MA 1,000 10% Boston Globe
Intel January 21, 2009 6,000 Network World
Clear Channel Radio January 20, 2009 1,850 9% paidContent
Warner Brothers January 20, 2009 Hollywood 800 Yahoo Finance
SEGA January 20, 2009 San Francisco, CA 30 IGN
Circuit City January 17, 2009 USA 34,000 100% Circuit City website
Federated Media January 16, 2009 7 Company Blog
AMD January 16, 2009 1,100 9% Washington Post
Autodesk January 15, 2009 Worldwide 750 10% Reuters
Oversee.net January 15, 2009 Los Angeles 40 18% DomainName Wire
O’Reilly Media January 15, 2009 Sebastopol 30 14% Press Democrat
NEC January 15, 2009 Australia 200 Daily Telegraph
Google January 14, 2009 100 1% Official Google Blog
Varolii January 14, 2009 Seattle 8% TechFlash
Oracle January 14, 2009 United State 500 1% MSN Money
Plantronics January 14, 2009 Santa Cruz 900 18% San Jose Mercury News
Motorola January 14, 2009 4,000 Wall Street Journal
WatchGuard January 13, 2009 Seattle 55 9% TechFlash
TBD Networks January 13, 2009 San Jose 5 50% TechCrunch
Financial Times January 12, 2009 London, UK 80 Guardian
Seagate January 12, 2009 US 800 10% AP

via TechCrunch

Definire il professionista del web: le critiche di IWA al CNIPA

Posted in conoscenza, news, web2.0 by Giuseppe Futia on gennaio 14, 2009

Secondo il punto di vista di IWA Italy (International Webmasters Association Italia), il profilo tracciato dal CNIPA sul vero professionista del web sarebbe molto difficile da inquadrare e determinare. Perché in un certo senso non rispecchierebbe un professionista reale: le capacità e le competenze che gli vengono attribuite definirebbero, secondo IWA, un know how fumoso, caratterizzato da scarsi riscontri nella preparazione  degli individui.

«Tale profilo – scrive Roberto Scano, presidente di IWA Italy – l’unico tra quelli EUCIP elencati che rappresenta delle professionalità Web, disegna una figura professionale che è praticamente inesistente, definendo un esperto in tutto ciò che riguarda il Web, creando una figura con competenze che vanno dal Web Marketing alla conoscenza di normative in materia di accessibilità, dalla progettazione dell’architettura dell’informazione, all’esperienza nell’utilizzo di programmi di grafica e fotoritocco, con padronanza di diversi linguaggi di programmazione, mescolando le applicazioni Web con le applicazioni multimediali».

Per quanto mi riguarda, io credo invece che il prossimo professionista del Web dovrà racchiudere nel proprio bagaglio di esperienze e competenze soprattutto questo tipo di capacità. Ovviamente, una figura di questo tipo sarebbe più orientata agli aspetti manageriali e comunicativi, ma allo stesso tempo non trascurerebbe gli elementi che caratterizzano le tecnologia. Avrebbe le capacità per comprendere entrambi i linguaggi.

Naturalmente si presentano anche diverse lacune relative alle competenze che tale individuo dovrebbe possedere:  IWA, nella critica al CNIPA, parla infatti di un profilo che disegna un Superwebman, al quale si attribuirebbero anche capacità come quella di «autodebuggare l’applicazione da lui creata, occuparsi della sua duplicazione/distribuzione, promuovere il prodotto e crearne il manuale. Infine, seguendo le specifiche tecniche della figura professionale, può usare qualsiasi linguaggio di programmazione e di scripting scegliendo tra una serie di linguaggi proposti tra cui non figurano (questo in effetti fa abbastanza sorridere) PHP e/o PERL».

Nonostante queste “non piccole sviste”, io rimango decisamente perplesso sul fatto che Scano definisca un profilo di questo tipo «praticamente inesistente». Perché il web non può che essere considerato un sistema complesso. E le competenze dei nuovi professionisti di Internet non dovranno più limitarsi soltanto a conoscenze puramente tecniche. IMHO

via Punto Informatico

Internet e nuovi modelli di IA

Posted in conoscenza, web2.0 by Giuseppe Futia on gennaio 9, 2009

ia_web

Quando si parla di intelligenza artificiale si pensa spesso a un super computer in grado di svolgere compiti ed azioni paragonabili a quelli del cervello umano. Ma tra gli innumerevoli processi che questa macchina dovrebbe poter compiere, non si collocano unicamente elaborazioni automatiche e sistematiche, ma anche comportamenti che simulino giudizio, conflittualità e caos. Aspetti tipici e caratterizzanti dell’animo umano.

Secondo questa logica, se le macchine dovranno apprendere ed elaborare in maniera sempre più raffinata le numerose sfaccettature che delineano gli esseri umani, forse la Rete intesa nella sua forma partecipativa potrebbe essere un buon punto di partenza:

[…]However, the snowballing success of Google this past decade suggests the coming AI will not be bounded inside a definable device. It will be on the web, like the web. The more people that use the web, the more it learns. The more it knows, the more we use it. The smarter it gets, the more money it makes, the smarter it will get, the more we will use it. The smartness of the web is on an increasing-returns curve, self-accelerating each time someone clicks on a link or creates a link. Instead of dozens of geniuses trying to program an AI in a university lab, there are billion people training the dim glimmers of intelligence arising between the quadrillion hyperlinks on the web. Long before the computing capacity of a plug-in computer overtakes the supposed computing capacity of a human brain, the web—encompassing all its connected computing chips—will dwarf the brain. In fact it already has.[…]

via Edge.org

Social media nel 2009: predizioni e desideri di ReadWriteWeb

Posted in conoscenza, web2.0 by Giuseppe Futia on gennaio 6, 2009

Nel corso degli ultimi anni siamo stati drasticamente inondati dai social media.  Abbiamo visto Twitter spuntare dai flussi mainstream, il lifestreming farsi spazio all’interno dei blog e abbiamo provato sulla nostra pelle cosa significa avere a che fare con milioni di applicazioni diverse. Ci siamo iscritti a  nuovi servizi, che abbiamo altrettanto in fretta abbandonato,  in maniera coraggiosa e temeraria, lasciando i nostri account ad avvizzire lontano su piattaforme oramai dimenticate. Cosa possiamo aspettarci in più nel 2009?

Quale sarà la nostra social media experience nel 2009?


A causa dell’attuale congiuntura economica, vi saranno probabilmente meno applicazioni e servizi da provare rispetto all’anno precedente.  Ma quali fra questi adotteremo per primi? Amiamo volteggiare da un servizio all’altro, provando la cosa più nuova e scintillante, discutendo all’infinito se  sarà cool o meno, se riuscirà ad “attraversare e superare un vero e proprio baratro“. Senza la diga infinita dei nuovi servizi che sono stati rilasciati l’uno dopo l’altro, nel 2009 ci potremmo ritrovare molto più in imbarazzo di coloro che, invece, questa diga l’hanno eretta.

Così come abbiamo scoperto come gestire al meglio le social media application all’interno del nostro flusso di lavoro quotidiano,  potremmo finire per avere un occhio molto più critico rispetto alle nuove proposte del 2009. Arricchiti da una migliore capacità di comprensione che non deriva unicamente da una sorta di illuminazione, ma dall’esperienza che è progressivamente maturata nel corso del tempo, potremmo chiederci, in modi ancora inesplorati, quali potranno essere le nuove frontiere e le prossime conseguenze dei social media all’interno della nostra vita. Quali valori potranno apportare?, ci chiederemo. Rappresentano davvero qualcosa di nuovo?

Fortunatamente, la risposta a quest’ultima domanda sarà “probabilmente sì”, visto che le possibilità finanziare a disposizione degli onesti cloni dei servizi più popolari  caleranno con ogni probabilità nel 2009.

Cosa vogliamo nel 2009: un aiuto per gestire meglio i social media


Per gli imprenditori che ancora concentrano la propria attenzione sui più recenti “giocattoli” dei social media, il motto non dovrebbe essere più «prova questo, è nuovo», ma invece, «prova questo, ti aiuta». Perché se c’è una cosa che abbiamo imparato nel 2008, è che un overload di social media non è sostenibile.

Per tutto l’anno passato, ci siamo serviti di applicazioni, servizi che ci hanno aiutato a organizzare meglio il disordine folle dovuto all’overload informativo. Abbiamo aggiunto i nostri amici sia nelle liste di FriendFeed che in quelle di Tweet Deck, abbiamo organizzato i nostri feed RSS, molti dei quali abbiamo eliminato, abbiamo “deamicizzato” le persone estranee aggiunte su Facebook, abbiamo sincronizzato le varie liste di amici all’interno dei social network ed abbiamo trovato nuove strade per il multi-post (partecipare in contemporanea) alle nostre reti preferite. Sì, siamo diventati più efficienti… Ma ci sono ancora un’infinità di modi per poter migliorare.

Social media, la nostra lista dei desideri


È molto probabile che il prossimo anno vedremo molte più applicazione che ci aiuteranno ad organizzare, se non addirittura a filtrare, le informazioni che trattiamo ogni giorno. Abbiamo diverse idee su cosa ci piacerebbe vedere e che speriamo si realizzino nel 2009:

  • Google Reader add-ins e/o Greasmonkey scripts: vogliamo dei Labs per Google Reader! Pare che Google sia molto interessata a rinnovare la UI (User Interface) di Google Reader, offrendo alcuni tool per affrontare la sovrabbondanza di RSS. Se loro non ci aiuteranno, lo farà qualcun altro. Vorremo utilizzare degli strumenti che ci permettano di guardare i nostri feeds secondo i nostri “dati di attenzione”, senza dover organizzare tutto manualmente. Vogliamo avere anche dei duplicati marcati come già letti (se leggiamo un elemento condiviso da un nostro amico, perché dobbiamo ripescarlo ancora tra gli elementi non letti?). Infine abbiamo bisogno di strumenti che siano in grado di filtrare i feed a cui ci siamo iscritti al fine di ridurre il rumore. Perché non possiamo cliccare un bottone che nasconda tutti i post che qualcuno ha segnalato tra i link di delicious o negli aggiornamenti di Twitter, ad esempio?

  • Strumenti per l’auto-categorizzazione: abbiamo provato ad emulare Robert Scoble, e a quale conclusione siamo infine giunti? Soltanto molte migliaia di amici i cui aggiornamenti si susseguono alla velocità della luce. Abbiamo provato ad organizzarli all’interno di una lista, ma sapete quanto tempo ci è voluto per farlo?!? Ciò che vorremmo sarebbe un insieme di strumenti che organizzano le persone per te. È tanto difficile?  Questi strumenti potrebbero analizzare i profili dei Twitter friends, ad esempio, per categorizzare le persone in base al luogo in cui si trovano, a ciò di cui si occupano, o all’azienda a cui appartengono. Tutte le persone che abitano nel medesimo luogo potrebbero essere inseriti all’interno di un’unica lista. Tutti coloro che all’interno del profilo riportano la parola “SEO” in un’altra.  Qualcuno nella Top 50 o Top 100 degli utenti (organizzati secondo gli amici più stretti o nell’ordine di coloro che seguiamo maggiormente) in una terza lista chiamata “degni di nota”. Solo perché vogliamo organizzare e personalizzare la nostra lista, non significa non poter usare un piccolo aiuto per per poter iniziare questo arduo compito.

  • Più strumenti per sincronizzare gli amici: vogliamo aggiungerti tra gli amici – vorremmo davvero – ma è difficile perché tu sei qui, e lì, e ovunque. E a peggiorare le cose ci si mette anche  il fatto che il nome che utilizzi su Twitter è differente da quello che usi su Digg. Come potrò mai trovarti? Noi vogliamo un tool che ci permetta di stringere amicizie con un solo click a prescindere dal network che utilizziamo. Esso dovrebbe essere in grado inoltre di entrare in profondità all’interno del nostro social graph e sincronizzare gli amici che abbiamo già aggiunto.

  • Controlli sulla lista di amici: ok, abbiamo stretto un’amicizia e seguiamo i tuoi movimenti sui vari social network, ma non sappiamo il perché. Non ti conosciamo, non abbiamo amici in comune, e in effetti penso di aver richiesto la tua amicizia per errore. Allora perché ti trovi ancora nella mia lista di amici su Facebook? Abbiamo bisogno di strumenti che ci permettano di rimuovere le “accidentali amicizie straniere” dalla nostra lista. Ancora meglio, questo strumento potrebbe confrontare la nostra lista di amici di Facebook con quella di Friendfeed o Twitter, per vedere se “l’amico” è anche presente anche altrove, al fine di decidere se mantenere o ritirare l’amicizia.

Questi sono solo un po’ di social media tools che ci piacerebbe vedere sviluppati nel 2009. Quali sono i vostri?

Pezzo in lingua originale scritto da Sarah Perez, Social Media in 2009: Our predictions and Desires, ReadWriteWeb.com

Per un approfondimento sulle nuove prospettive del  Web e dei social media nel 2009 vedi anche: