Scoprendo il Web 2.0

Finanza 2.0

Posted in economia, web2.0 by Giuseppe Futia on gennaio 19, 2008

Credo che uno degli aspetti più rivoluzionari della rete sia rappresentato dalla disintermediazione.

E oggi, per ottenere un prestito, non è più necessario nemmeno recarsi in banca; non perchè molte operazioni si possono effettuare on-line, ma perchè è proprio la banca stessa a scomparire.

via Ilsole24ore.com

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Incontro ravvicinato con Luca De Biase

Posted in web2.0 by Giuseppe Futia on gennaio 12, 2008

L’altro ieri il Signor Luca De Biase, caporedattore di Nova24, ha presentato a Torino il suo nuovo libro “Economia della felicità”.
Felicità non inconcludente ed effimera tipica dei beni di consumo, ma che si scopre e riscopre nelle interazioni umane, nei rapporti sociali. Le nuove tecnologie, per le caratteristiche intrinseche di cui sono dotate e per la fisionomia stessa della rete, amplificano i rapporti umani su scala mondiale e al di là di barriere, temporali e spaziali, che vengono polverizzate in un istante, con un click.

Si è parlato del PIL, che non può più essere considerato un dato oggettivo della ricchezza di un paese, nel momento in cui questa stessa ricchezza si slega da caratteri monetari e di profitto. Un pil che aumenta grazie a rifiuti che vengono bruciati, grazie alle guerre che vengono condotte. Una ricchezza che non solo non valorizza l’uomo, ma che per essere incrementata sottrae tempo e gioie vissute e assaporate stando con gli altri.
Questi sono i temi che più o meno si sono toccati durante la presentazione del libro.E ho deciso di scrivere questo post da una parte per esternare l’emozione sentita per una persona che stimo profondamente, e che dà un’impronta molto forte al mio modo di guardare le nuove tecnologie. Da un’altra parte però, perché mi vengono in mente i comportamenti assunti, a questo proposito, dai giganti del web e del mondo mediale, la cui volontà è lucrare su questa felicità: basti pensare ad esempio a come Google, Microsoft, News Corp, abbiano rispettivamente acquistato Youtube, Facebook e Myspace.

In fondo, l’attenzione delle aziende si sposta sempre dove vanno gli interessi degli individui.

Ma ripensandoci, prima di oggi, non è forse avvenuto il contrario a livello di mezzi di comunicazione? Non è la televisione a proporre al suo pubblico un prodotto che, data la mancanza di alternative dello stesso genere, viene nella maggior parte dei casi imposto?

Mi chiedo se in qualche modo, da spettatore dei media, sia più “giusto” che si lucri su un prodotto, quello della tv commerciale-generalista, che deve essere digerito da una massa anonima, oppure sulla felicità così come la declina De Biase, e più in generale sulla volontà e sul desiderio di cosa fruire.Beh, la mia scelta (anche se in effetti si potrebbero fare molte altre riflessioni in merito) ricade sulla libertà di scelta.

Perché non potrà mai esistere una Mediaset 2 (non dimenticando che per molti il dottor Berlusconi è un grande generatore di felicità), mentre all’interno della rete potranno esistere e convivere una miriade di Google, Microsoft eYahoo.

Attualmente, è anche vero che questi players hanno una posizione dominante e assoluta all’interno del web. Credo, però, che la neutralità della rete, quella cosa che la rende così speciale e diversa da tutte le altre infrastrutture comunicative, dipenda non tanto dai servizi proposti, quanto invece dalle decisioni prese dai provider (coloro che in sostanza ci offrono la connettività), dai loro accordi commerciali, e dalle modalità di accesso e navigazione che ne deriveranno.

Da tutto ciò che potrebbe privare o agevolare le nostre scelte, insomma.

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Se Google invade, Wikipedia non rimane a guardare

Posted in wiki... by Giuseppe Futia on gennaio 4, 2008

Jimmy Wales, creatore di Wikipedia, annuncierà il 7 Gennaio l’uscita del nuovo motore di ricerca Wikia Search, che si propone di offrire un mezzo per la ricerca sul web completamente trasparente rispetto ai diretti concorrenti.

Che sia una risposta al Knol di Google?

via PMI.it

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