Scoprendo il Web 2.0

Le imprese illuminate e il tramonto della legge di Coase

Posted in web2.0, wiki... by Giuseppe Futia on novembre 19, 2007

Da qualche giorno ho cominciato a leggere un interessantissimo libro che i molti partecipanti alla blogosfera conosceranno: di Tapscott Don e D.Williams Anthony(2005), Wikinomics, Etas.

Un libro con un ritmo incalzante in cui sono mostrati molti esempi di aziende che hanno rischiato, affidando alla collaborazione di massa le sorti del proprio successo. Mi ha incuriosito un piccolo passo in cui si rapportava la nascita di queste imprese illuminate con la legge di Coase, vero e proprio perno delle aziende integrate verticalmente.

In breve, questa legge afferma che: un’impresa che integra il più possibile tutte le fasi di reperimento dei materiali e di produzione continuerà a crescere, fintanto che i costi di tale transazione interna saranno minori dello svolgimento di questa stessa nel libero mercato. In poche parole, se producete da voi tutto ciò che vi serve a poco prezzo, fatelo. Intuitivamente è un concetto un pò strano, perchè verrebbe da pensare che l’affacciarsi direttamente al mercato porti grandi vantaggi a livello di conoscenza e di consapevolezza di ciò che accade; il problema è che nell’età industriale, proprio il reperimento di questa conoscenza e delle informazioni ad essa legata, implicavano costi onerosi a livello di tempo e denaro. Coase definisce queste spese a diversi livelli costi di transazione, che raggruppa in:

  • costi di ricerca;
  • costi di trattativa;
  • costi di coordinamento e di processo.

Tutti questi aspetti comportavano una spesa tale nei rapporti tra aziende, che l’integrazione verticale era sicuramente la scelta più logica.

Pensiamo invece come oggi l’istantaneità di Internet abbatta tutti questi costi e queste lentezze nei rapporti; per esempio una casa automobilistica potrebbe tranquillamente digitare la parola “finestrini” in Google, trovando ciò che più concerne le sue esigenze e verificando la qualità di questa aziende grazie semplicemente al buon posizionamento tra i risultati del motore di ricerca. Le imprese che per prime hanno capito il valore di Internet possono sfruttare le potenzialità della rete per dedicarsi al mercato, creando una fitta rete di rapporti per poter sfruttare le potenzialità dell’outsourcing. Il problema di fondo è che queste imprese, non trovano unicamente attori di pari grado, ovvero aziende che adottano la loro stessa strategia, ma si imbattono nei prosumer, utenti che divengono produttori di idee e contenuti. Idee e contenuti che se non considerati adeguatamente, profileranno il tramonto di queste stesse aziende che si affacciano al mercato.

Comprendo di essermi dilungato molto, ma questo aspetto di doppio sovvertimento delle consuetudini di un’azienda integrata verticalmente mi affascinava e spero di trarre da questo libro altri importanti spunti per accrescere la mia conoscenza (che egoista) e lo strumento sospinto da questa: il mio blog.

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