Scoprendo il Web2.0

Marzo 5, 2008

Emozione Apple

Archiviato in: apple, nova24, web2.0 — pe86 @ 4:12 pm
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Emozione Apple - Antonio DiniVorrei riportare un piccolo paragrafo presente alla fine del libro Emozione Apple, scritto da Antonio Dini, edito da Il Sole24 ore:

[...]L’ultima cosa da dire è proprio questa: la complicità, l’appartenenza, a un gruppo. Alla fine, il segreto di Apple è tutto qui. Non una singola persona, Steve Jobs, o la speciale cultura di un posto particolare, la cittadina di Cupertino nel cuore della Silicon Valley, a fare per intero la differenza.[...] Sembra paradossale, ma la scoperta di Apple è in definitiva la scoperta di un mondo che è dentro di noi, non al di fuori.

Credo sia straordinario quello che Apple è riuscita a fare in questi anni. Perchè in fondo è l’unico brand di una casa IT in grado di ingenerare emozione. Riuscendo da una parte a intercettare le esigenze di ciascun individuo, il quale ha bisogno di una tecnologia al proprio servizio, senza dover per forza avere il pallino dell’informatica ed allo stesso tempo compiere una vera e propria magia; un gioco di prestigio che si traduce nel senso di appartenza a un elité, in cui ciascun individuo si sente parte integrante e attiva, da un punto di vista emotivo, di qualcosa di speciale.

Febbraio 26, 2008

Sei un mostro!

Archiviato in: non-conventional — pe86 @ 8:07 pm

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Ora comprendi l’origine di tutte le faccine che vedi sul web? Capisci di che omicidio ti macchi ogni volta che usi un’emoticon? Io dico basta. Però è geniale.biggrin.gif (Ops).

Stumblando per il web

Archiviato in: Uncategorized — pe86 @ 7:44 pm

Immaginate di avere a disposizione “tutte le foto del mondo”. Fatto? Ora guardate qui.

Febbraio 24, 2008

È bello avere degli amici

Archiviato in: apple, infografica, logo, web2.0 — pe86 @ 3:32 pm
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Febbraio 23, 2008

Il wireless che manipola le coscienze

Archiviato in: nova24 — pe86 @ 7:07 pm
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Il Pentagono, Washington D.C.Su Nova24 di questa settimana ho trovato un articolo raccapricciante su alcuni utilizzi della tecnologia wireless ed i relativi effetti sulla volontà umana. Marco Magrini, l’autore del pezzo, riprende alcuni punti di un documento del Pentagono, che trascorsi i tempi di legge, è diventato di pubblico dominio. In questo documento segreto si parla di effettive sperimentazioni (e non solo progetti) di comodissime apparecchiature per la tourtura wireless, che attraverso brevi impulsi elettromagnetici, sono in grado di produrre un vasto numero di suoni direttamente dentro la testa delle persone. La manipolazione di questi segnali, grazie all’ “abilità” degli scienziati che ci lavoravano, crea dei suoni rassomiglianti i numeri da uno a dieci. Roba da esorcisti. E sempre wireless, si può irraggiare un corpo umano elevandone la temperatura corporea fino a 41 gradi (a 42 si muore) per disorientare e ammansire l’encefalo che contiene. Ma il terzo, e non meno “curioso” esperimento, riguarda la possibilità (questa, stando ai documenti di allora, non era ancora stata sperimentata) di usare impulsi elettromagnetici ad alto voltaggio lunghi un nano secondo, capaci di “accendere” i neuroni del cervello, alternandone così la coscienza, fino a bloccare alcune funzioni muscolari. Oltretutto il documento, a dire di Magrini, non nasconde di certo il fine ultimo di questi strumenti: la tortura.

Bella roba mi pare.

Per approfondire:

- Il documento del pentagono in questione, dichiarato Top Secret anche per le Nazioni Unite ( in effetti credo che la ricetta per creare la merda non sia di pubblico gusto).

- Le impressioni di Sharon Weinberger sul blog di Wired.

Febbraio 21, 2008

Quant’è bello attardarsi

Archiviato in: conoscenza — pe86 @ 7:30 pm
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Credo che da quando parole come condivisione, innovazione, creatività si siano affiancate indissolubilmente alla parola Rete molte cose sono cambiate; soprattutto quando parliamo di conoscenza. Ma allo stesso tempo, penso che siano innumerevoli le volte in cui abusiamo di questo vocabolo, specialmente quando l’accostiamo a Internet, quasi si realizzasse la salvezza eterna.

Certo il poter navigare in Rete, raggiungendo qualsiasi tipo di informazione in qualsivoglia formato è indubbiamente un passo in avanti epocale rispetto al passato, senza dimenticare che questo tipo di esperienza è oramai sempre disponibile su un numero sempre maggiore di device d’accesso; è altrettanto vero, però, che ci troviamo di fronte a una cultura volatile, effimera, che molto spesso non lascia traccia. Un tipo di conoscenza, che per le modalità con cui si forma e (non) si assimila, lascia poco (o forse nessuno) spazio alla riflessione e al ragionamento.

Credo che se come molti dicono sia necessario cercare di ridurre drasticamente il digital divide, allo stesso tempo non farebbero certo male un buon libro di storia o di letteratura, da poter sfogliare, assaporare e su cui, dolcemente, potersi attardare.

Febbraio 9, 2008

L’immanità dell’informazione

Archiviato in: conoscenza, web2.0 — pe86 @ 4:51 pm
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Era ormai da un pò di tempo che non scrivevo più sul mio blog. E credo che i miei “moltissimi” fans non saranno stati molto contenti. Il problema è che tra l’Università e lo stage (tra l’altro una mia collega mi detto che si pronuncia alla francese stagggg), non ho più avuto molto tempo da dedicare al mio caro amato spazio di studio sul web2. Anche se la mia esperienza pseudo-lavorativa mi sta insegnando molto, soprattutto in termini di percezione di quel che accade; su come l’informazione si “muove”, insomma. Nel senso che di solito, durante la giornata, si ha il sentore che tutto sia fermo, anche se con la “società dell’informazione” molte cose stanno cambiando, e che ogni cosa rimanga immobile sintantochè i media non ne fanno parola.
Lavorare in una redazione giornalistica invece suggerisce sensazioni particolari, quasi che il mondo intero sia sempre sotto i tuoi occhi; e allo stesso tempo ti senti un essere umano migliore o che deve migliorare, poichè responsabile dell’informazione che arriverà a tutti. Sai che la conoscenza che le persone trarranno dipenderà dalla tua fatica, dalla tua attenzione e dalla cura che avrai nei dettagli.

Per adesso bello bello.

Gennaio 19, 2008

Finanza 2.0

Archiviato in: economia, web2.0 — pe86 @ 6:56 pm
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Credo che uno degli aspetti più rivoluzionari della rete sia rappresentato dalla disintermediazione.

E oggi, per ottenere un prestito, non è più necessario nemmeno recarsi in banca; non perchè molte operazioni si possono effettuare on-line, ma perchè è proprio la banca stessa a scomparire.

via Ilsole24ore.com

Gennaio 12, 2008

Incontro ravvicinato con Luca De Biase

Archiviato in: nova24, web2.0 — pe86 @ 7:49 pm
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L’altro ieri il Signor Luca De Biase, caporedattore di Nova24, ha presentato a Torino il suo nuovo libro “Economia della felicità”.
Felicità non inconcludente ed effimera tipica dei beni di consumo, ma che si scopre e riscopre nelle interazioni umane, nei rapporti sociali. Le nuove tecnologie, per le caratteristiche intrinseche di cui sono dotate e per la fisionomia stessa della rete, amplificano i rapporti umani su scala mondiale e al di là di barriere, temporali e spaziali, che vengono polverizzate in un istante, con un click.

Si è parlato del PIL, che non può più essere considerato un dato oggettivo della ricchezza di un paese, nel momento in cui questa stessa ricchezza si slega da caratteri monetari e di profitto. Un pil che aumenta grazie a rifiuti che vengono bruciati, grazie alle guerre che vengono condotte. Una ricchezza che non solo non valorizza l’uomo, ma che per essere incrementata sottrae tempo e gioie vissute e assaporate stando con gli altri.
Questi sono i temi che più o meno si sono toccati durante la presentazione del libro.E ho deciso di scrivere questo post da una parte per esternare l’emozione sentita per una persona che stimo profondamente, e che dà un’impronta molto forte al mio modo di guardare le nuove tecnologie. Da un altra parte però, perché mi vengono in mente i comportamenti assunti, a questo proposito, dai giganti del web e del mondo mediale, la cui volontà è lucrare su questa felicità: basti pensare ad esempio a come Google, Microsoft, News Corp, abbiano rispettivamente acquistato Youtube, Facebook e Myspace.

In fondo, l’attenzione delle aziende si sposta sempre dove vanno gli interessi degli individui.

Ma ripensandoci, prima di oggi, non è forse avvenuto il contrario a livello di mezzi di comunicazione? Non è la televisione a proporre al suo pubblico un prodotto che, data la mancanza di alternative dello stesso genere, viene nella maggior parte dei casi imposto?

Mi chiedo se in qualche modo, da spettatore dei media, sia più “giusto” che si lucri su un prodotto, quello della tv commerciale-generalista, che deve essere digerito da una massa anonima, oppure sulla felicità così come la declina De Biase, e più in generale sulla volontà e sul desiderio di cosa fruire.Beh, la mia scelta (anche se in effetti si potrebbero fare molte altre riflessioni in merito) ricade sulla libertà di scelta.

Perché non potrà mai esistere una Mediaset 2 (non dimenticando che per molti il dottor Berlusconi è un grande generatore di felicità), mentre all’interno della rete potranno esistere e convivere una miriade di Google, Microsoft eYahoo.

Attualmente, è anche vero che questi players hanno una posizione dominante e assoluta all’interno del web. Credo, però, che la neutralità della rete, quella cosa che la rende così speciale e diversa da tutte le altre infrastrutture comunicative, dipenda non tanto dai servizi proposti, quanto invece dalle decisioni prese dai provider (coloro che in sostanza ci offrono la connettività), dai loro accordi commerciali, e dalle modalità di accesso e navigazione che ne deriveranno.

Da tutto ciò che potrebbe privare o agevolare le nostre scelte, insomma.

Gennaio 4, 2008

Se Google invade, Wikipedia non rimane a guardare

Archiviato in: google, wiki... — pe86 @ 5:29 pm
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Jimmy Wales, creatore di Wikipedia, annuncierà il 7 Gennaio l’uscita del nuovo motore di ricerca Wikia Search, che si propone di offrire un mezzo per la ricerca sul web completamente trasparente rispetto ai diretti concorrenti.

Che sia una risposta al Knol di Google?

via PMI.it

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